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SCHEDE

FIORI DI BACH:
IL CONCETTO DI GUARIGIONE

Edward Bach scrisse "Guarisci te stesso" durante l'estate del 1930. In quel libro riassume le conoscenze acquisite in tanti anni di studio sugli individui sani e malati e spiega le basi spirituali del suo nuovo metodo di cura.
Quanto Bach disse alla conferenza tenuta davanti ai medici omeopatici nel febbraio del 1931 e che va sotto il nome di "Voi soffrite a causa vostra", colpisce ancora di più.
 
Vorrei spiegarvi molto sinteticamente qual'è la concezione di base dell'origine della malattia per Bach e poi... lasciar parlare lui stesso. Scelgo quindi alcuni stralci dalle sue conferenze più significative, che spero vi piacciano. Tutto ciò che è tra virgolette è citazione di Edward Bach. Reggetevi forte perché il contenuto è altamente impegnativo per ognuno di noi! E' molto di più di una lezione di psicosomatica!
 
Dunque, per Bach, la malattia fisica non è altro che l'ultimo stadio di un processo negativo che è cominciato qualche tempo prima a livello mentale. Il disturbo, il malessere, il disagio sono cominciati quando si è creata una disarmonia tra l'individuo e la sua anima o, se la vogliamo dire in un altro modo, tra l'anima e la sua incarnazione. "...se i nostri aspetti spirituali e mentali sono in armonia, la malattia non può esistere...".

La disarmonia si manifesta in primo luogo a livello mentale. Cambiano i pensieri, che diventano negativi, poi, se lo stato negativo persiste, il malessere scende a livello emotivo: cambiano le emozioni e diventano negative. Solo per ultimo sarà attaccato il fisico, persistendo ancora lo stato mentale negativo di partenza, con una vera e propria somatizzazione.
 
"...la malattia è il risultato di una attività sbagliata. E' la naturale conseguenza della disarmonia fra il nostro corpo e la nostra anima; è <il simile che cura il simile> perché è proprio la malattia in sé che nasconde e ci previene dall'incorrere ancora in azioni sbagliate e, al tempo stesso, è una lezione che ci insegna a correggere il nostro cammino, ad armonizzare la nostra vita con i dettami della nostra anima. La malattia è il risultato di un pensiero sbagliato e di un'azione sbagliata, e scompare quando l'azione e il pensiero sono in ordine. Quando si è imparata la lezione del dolore, della sofferenza e dell'angoscia, non c'è altro fine nella sua presenza e così automaticamente svanisce.

Un'altra visione gloriosa allora si apre a noi e ci accorgiamo che la vera guarigione può essere ottenuta non tramite il torto che respinge il torto, ma solamente con il giusto che prende il posto del torto; il bene che prende il posto del male; la luce che prende il posto del buio.

Qui giungiamo alla comprensione che noi non combattiamo più la malattia con la malattia; non mettiamo più in opposizione la malattia con gli effetti della malattia; né tentiamo più di scacciare le malattie con quelle stesse sostanze che le possono causare; ma, al contrario, giungiamo a realizzare la virtù opposta che eliminerà la colpa.

E la farmacopea del prossimo futuro dovrebbe includere solo quei rimedi che hanno il potere di realizzare il bene, eliminando tutti quelli la cui sola qualità è quella di resistere al male.


E' vero che l'odio può essere superato da un odio più grande, ma può essere curato solo dall'amore; la crudeltà può essere ostacolata da una crudeltà più grande, ma è eliminata solamente quando si sono sviluppate le qualità di simpatia e compassione; una paura può essere sconfitta e dimenticata in presenza di una paura più grande, ma la vera cura di ogni paura è il perfetto coraggio.

E così adesso noi di questa scuola di medicina dobbiamo volgere la nostra attenzione a quei meravigliosi rimedi che sono stati divinamente posti in natura per la nostra guarigione, a quelle piante ed erbe benefattrici e mirabili della campagna."
 
"Se voi ascoltate gli insegnamenti di Krishna, Buddha o Cristo troverete sempre che gli insegnamenti del bene superano il male.
Cristo ci insegnò a non resistere al male, ad amare i nostri nemici, a benedire chi ci perseguita. E così nella vera guarigione, e così nel progresso spirituale, noi dobbiamo sempre cercare di far sì che il bene scacci il male, l'amore superi l'odio e la luce dissolva il buio".
 
"La malattia del corpo, come la conosciamo noi, è un risultato, un prodotto terminale, uno stadio finale di qualcosa di molto più profondo. La malattia inizia oltre il piano fisico, più vicino al mentale. E' interamente il risultato di un conflitto fra il nostro sé spirituale e il nostro sé mortale. Fin quando questi due sono in armonia, siamo in perfetta salute: ma quando c'è discordia, allora ne deriva quello che noi conosciamo come malattia.
La malattia è solamente e puramente correttiva: non è vendicativa, né crudele, ma è lo strumento adottato dalla nostra anima per indicarci i nostri difetti: per prevenirci dal commettere errori più grandi, per impedirci di fare ancora male e per riportarci su quel sentiero di verità e luce da cui non dovremmo mai aver deviato.
 
La malattia esiste, in realtà, per il nostro bene, ed è benefattrice, sebbene dovremmo evitarla se solo avessimo la corretta comprensione, combinata con il desiderio di far bene.
Qualunque errore noi facciamo, esso si ripercuote su noi stessi, causandoci infelicità, sconforto o sofferenza a seconda del suo carattere. Lo scopo è insegnarci l'effetto nocivo di azioni e pensieri errati e, generando conseguenze simili su noi stessi, ci mostra come ciò causi sofferenza agli altri, ed è quindi contrario alla grande e divina Legge dell'amore e dell'unità.
 
Proprio la malattia evidenzia al medico comprensivo la natura del conflitto. Forse ciò vi è più chiaro se vi do degli esempi da ricordare perché di qualunque malattia soffriate, essa compare dal momento che c'è disarmonia fra voi stessi e la divinità in voi, dal momento che state compiendo qualche sbaglio, qualche errore che il vostro sé più alto tenta di correggere.
 
Il dolore è il risultato della crudeltà che causa dolore agli altri, e può essere mentale e fisico: ma siate sicuri che qualunque dolore abbiate, se solo voi ricercherete in voi stessi, troverete che qualche azione violenta o pensiero rigido è presente nel vostro carattere: rimuoveteli, e il vostro dolore cesserà. Se voi soffrite per la rigidità dell'articolazione o dell'arto, voi potete essere altrettanto certi che c'è rigidità nella vostra mente; che probabilmente vi attaccate rigidamente a qualche idea, a qualche principio, a qualche convenzione, che forse non dovreste avere. Se voi soffrite di asma, o di difficoltà nella respirazione, voi state in qualche modo soffocando un'altra personalità; oppure state opprimendo voi stessi per mancanza di coraggio ad agire giustamente. Se voi deperite, è perché state permettendo a qualcuno di bloccare l'entrata della vostra forza vitale nel vostro corpo. Persino la parte colpita indica la natura dell'errore. La mano, errore o torto nell'azione; il piede, omissione di assistenza agli altri; il cervello, difetto di controllo; il cuore, carenza o eccesso, o azione errata riguardo all'amore; l'occhio, difetto di visione e di comprensione della verità quando è posta davanti a voi. Ed esattamente così si potrebbe elaborare la ragione e la natura di un'infermità: la lezione occorsa al paziente e la necessaria correzione da farsi.
 
Ora, per un momento, diamo un rapido sguardo all'ospedale del futuro.
Sarà un santuario di pace, speranza e gioia. Nessuna fretta, nessun rumore; totalmente privo di tutti gli apparati terrificanti e le apparecchiature di oggi; libero dal cattivo odore degli antisettici ed anestetici; privo di ogni cosa che evochi malattia e sofferenza. ...
...è il paziente ad essere curato e non la malattia. L'obiettivo di tutte le istituzioni sarà di avere un'atmosfera di pace, di speranza, di gioia e di fiducia. Ogni cosa sarà fatta per incoraggiare il paziente a dimenticare la sua malattia; per sforzarsi di raggiungere la salute; e nello stesso tempo per correggere qualsiasi difetto nel suo carattere; e giungere ad una comprensione della lezione che deve imparare.
Ogni cosa che riguardi l'ospedale del futuro sarà d'incoraggiamento e bella, cosicché il paziente cercherà quel riparo, non solo per essere sollevato dalla sua malattia, ma anche per sviluppare il desiderio di vivere una vita più in armonia con i dettami della sua anima rispetto a quello che aveva fatto precedentemente. L'ospedale sarà la madre dei malati; li accoglierà fra le sue braccia; li calmerà e li conforterà e porterà loro speranza, fede e coraggio per superare le loro difficoltà".

Ancora Edward Bach: "Dunque dobbiamo affrontare il fatto che la malattia è interamente opera nostra, e che la sola cura è di correggere i nostri difetti. Tutta la vera guarigione mira ad aiutare il paziente a mettere in armonia il suo spirito, la sua anima e il suo corpo. Ciò può essere compiuto solo da lui stesso, sebbene il consiglio e l'aiuto di un fratello esperto possa essergli di forte sostegno.

Come affermò Hahnemann, tutta la guarigione che non origina dall'interno è nociva, e la cura apparente del corpo ottenuta tramite metodi materialistici, ottenuta solo tramite l'azione di altri, senza l'aiuto di se stessi, può portare certamente sollievo fisico, ma danneggia la nostra natura più alta, poiché la lezione non e' stata appresa e il difetto non è stato sradicato.

E' terribile oggi pensare all'ammontare di cure artificiali e superficiali ottenute con denaro e metodi errati in medicina; metodi errati perché essi sopprimono semplicemente i sintomi, danno apparente sollievo, senza rimuovere la causa.


La guarigione deve venire dall'interno di noi stessi, dalla conoscenza e dalla correzione dei nostri difetti e dall'armonizzazione del nostro essere con il piano divino. E poiché il Creatore, nella sua grazia, ha posto erbe valide, divinamente arricchite per aiutarci verso la nostra vittoria, cerchiamo queste e usiamole al meglio della nostra capacità, per aiutarci ad arrampicarci sulla montagna della nostra evoluzione, fino al giorno in cui raggiungeremo l'apice della perfezione".

"Nella corretta guarigione, niente deve essere usato che liberi il paziente dalla sua responsabilità, ma devono essere adottati solamente quei mezzi che lo aiutino a superare i suoi difetti".

"Ci sono due cose essenziali che il guaritore deve sempre tenere a mente quando sta per aiutare un paziente. La prima è incoraggiare la sua individualità, e la seconda è insegnargli a guardare al futuro".

tratto da "Piccolo dizionario delle discipline naturali"
a cura di Perla M. Graffeo, edizioni Naturedu.

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