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PREPARAZIONE E USO DEI FIORI DI BACH

Esiste molta confusione in giro, attualmente, sui Fiori di Bach. Vogliamo cominciare a fugare un po' di dubbi possibili e cercare di chiarire cosa Bach ha detto e cosa NON ha detto, supportati dai testi ufficiali di Edward Bach e dei suoi collaboratori e successori.
 
Come preparava i suoi Fiori Edward Bach?
Nora Weeks, sua collaboratrice e biografa, ce lo racconta così: "... decise di cogliere un po' di fiori dalla pianta scelta, metterli in una ciotola di vetro riempita con l'acqua di un ruscello e lasciarli così nel campo, in pieno sole, per diverse ore. Fece questo e con sua grande soddisfazione scoprì che l'acqua risultava impregnata del potere della pianta ed era molto potente." La pianta veniva rispettata in ogni modo possibile: le ciotole erano poste tra le piante stesse e nessuna pianta veniva strappata per raccoglierne i fiori dato che la preparazione avveniva nel campo stesso.
Bach ha scritto in un articolo: "La terra per nutrire la pianta, l'aria della quale si nutre, il sole o il fuoco per cedere il suo potere e l'acqua per raccoglierlo e arricchirlo della sua forza guaritrice magnetica." E ha poi scritto: "Non lasciate che la semplicità di questo metodo vi dissuada dall'usarlo, perché più andrete avanti con le vostre ricerche più capirete la semplicità di tutto il Creato".

Dunque, i fiori posti nelle ciotole piene di acqua, direttamente vicino alle piante dalle quali sono stati raccolti, esposti al sole. Passata qualche ora, i fiori vengono tolti dall'acqua e a quell'acqua si aggiunge la stessa quantità di brandy o cognac per stabilizzare il preparato. Questo liquido finale è quello che troviamo nei flaconcini di concentrato dei Fiori di Bach, quelli che gli inglesi chiamano "stock bottles" (= bottiglie di scorta).

Il concentrato va quindi diluito (potenziato) per poter essere assunto. In pratica NON E' PRONTO per l'uso. Uno degli errori attualmente più diffusi circa l'uso dei Fiori di Bach è proprio questo. Molti terapeuti, medici e non, consigliano di assumere i Fiori di Bach direttamente dal flacone di scorta adducendo una serie di motivazioni che non hanno alcun fondamento. Qualcuno dice addirittura che ormai il livello di inquinamento è tale che un flacone di Fiori appena aperto è già morto e quindi l'unico modo di assumere i Fiori potrebbe essere sotto forma omeopatica. Il difetto principale di questa asserzione sta nel fatto che abbiamo scoperto che la moglie di questo signore ha un laboratorio omeopatico, prepara i Fiori in granuli omeopatici e manda il marito (medico) in giro a raccontare queste storie. Il difetto secondario (!) risulta dal fatto che Bach avrebbe saputo bene come trasformare i Fiori in omeopatici, ma aveva sempre cercato un metodo semplice, lo aveva trovato e lo insegnava a tutti perché si curassero da soli.

I flaconi di concentrato sono normalmente da 10 ml. Da questi flaconi di concentrato si prendono 2 gocce (ebbene, sì: solo due gocce) e si mettono in un flacone di vetro scuro da 30 ml con contagocce precedentemente riempito con uno o due cucchiaini di brandy o cognac e acqua (naturale) quanto basta. Se abbiamo bisogno di prendere un solo Fiore (cosa piuttosto rara), metteremo solo due gocce del concentrato di quel Fiore nel boccettino da 30 ml. Se abbiamo bisogno dell'azione di più Fiori, di ognuno di essi metteremo due gocce nel boccettino. Quindi per 5 Fiori un totale di 10 gocce.


In un unico caso si usano 4 gocce del concentrato ed è il caso del Rescue Remedy (Rimedio di Emergenza). Il Rescue Remedy è stato formulato da Bach stesso, contiene 5 Fiori e viene universalmente utilizzato come pronto soccorso in caso di attacchi di panico, claustrofobia, paura degli esami, del palcoscenico, incidente, spavento, cattiva notizia, trauma o shock in genere.
I Fiori che compongono il  RR sono: Star of Bethlehem (trauma, shock), Rock Rose (panico, terrore), Impatiens (ansia, agitazione), Clematis (incoscienza), Cherry Plum (paura di perdere il controllo).
E' straordinario nel riportare rapidamente in se stessi e recuperare calma e lucidità. Essendo un composto, usiamo 4 gocce del concentrato per preparare il solito boccettino da 30 ml con acqua e brandy. Si può usare anche per esterno dato che le cellule "sentono" anch'esse (ferite, traumi) ed esiste una Rescue Cream, una crema che lo contiene.


Ci sono ancora due fondamentali considerazioni da fare circa l'uso dei concentrati. Un flaconcino di concentrato viene venduto a circa 9 euro. Se una persona ha bisogno di 5 Fiori deve comprare 5 flaconcini e se dopo 2 mesi le sue condizioni cambiano e un solo Fiore resta valido tra quelli, dovrà comprare altri 4 o 5 flaconcini nuovi per continuare il trattamento. E dopo altri 2 mesi? Altra spesa. Roba da ricchi! Vengono i brividi se si pensa che, dal 1930 a pochi anni fa, milioni di persone si sono curate con i Fiori di Bach usando solo 2 gocce del concentrato per ogni boccettino di cura e da pochissimi anni il metodo originale viene falsato. Vendere più flaconi per guadagnare di più o consigliare i concentrati per ignoranza o malafede non significa diffondere il metodo, ma semplicemente non aver capito niente di quanto Bach diceva. Per non parlare dei possibili problemi che possono venire dall'uso dei concentrati: problemi legati soprattutto all'assunzione di Star of Bethlehem, il Fiore che aiuta ad alleviare i traumi di qualunque tipo. Attenzione, dunque. 

Quanti Fiori possiamo mettere insieme? Dovrebbero essere un massimo di 6.
Nora Weeks riporta un caso in cui Bach stesso ne usò 7 per un paziente e quindi ci sentiamo autorizzati ad arrivare a questo numero. Selezionare 6-7 Fiori tra 38 per aiutare una persona in difficoltà può sembrare difficile, ma in realtà non lo è: si tratta solo di ragionare. Al contrario, scegliere solo 2 o 3 Fiori per una persona che soffre può voler dire che stiamo tralasciando qualche altro sintomo o che siamo un po' perfidi (o stitici?).

L'aiuto deve essere il più possibile completo. La persona che prende i Fiori deve capire che è stata ascoltata affettuosamente e che i Fiori di Bach l'aiuteranno a liberarsi dal suo problema perché collaboreranno con lei/lui nel processo di guarigione. (I Fiori non sono come l'aspirina, per intenderci).

L'aiuto sarà completo se nel boccettino personale i Fiori saranno stati messi con un preciso criterio: uno per il tipo caratteriale della persona, uno per la causa del suo malessere e gli altri per i sintomi presenti al momento. Solo in questo modo la persona che prenderà i Fiori riuscirà a lavorare su se stessa, a mettere in moto le SUE capacità di guarigione e a prendere realmente coscienza degli errori che ha potuto commettere nei confronti di se stessa o degli altri. Questi due tipi di errore sono infatti, secondo Bach, le cause primarie delle malattie.

tratto da "Piccolo dizionario delle discipline naturali"
a cura di Perla M. Graffeo, edizioni Naturedu.

 

 

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