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SCHEDE

LA VITA E LE OPERE DI EDWARD BACH

- Edward Bach nasce il 24 settembre 1886 a Moseley (Birmingham, Warwickshire) e muore il 27 novembre 1936 a Sotwell (Wallingford, Berkshire). La famiglia era originaria del Galles (il cognome andrebbe pronunciato "batch") e lui non perse mai l'amore per quella regione. Nel Galles, anni più tardi, trovò il primo dei rimedi floreali vicino a un torrente di montagna e sempre là scoprì, qualche tempo dopo, i principi del nuovo metodo di cura. Dei Gallesi aveva l'acuto intuito, la sensibilità, la bella voce, l'idealismo, l'amore per la bellezza e la Natura. Il bisogno di avere un contatto con la Natura lo accompagnerà tutta la vita e già da fanciullo ama con passione gli alberi, gli uccelli, i fiori selvatici.

- Come fanciullo stupisce per la sua determinazione e per la capacità irremovibile di concentrazione. Ancora bambino sogna di trovare una forma semplice di guarigione che possa sanare ogni specie di malattia e sogna anche di avere un potere guaritore nelle mani che possa guarire chiunque tocca. Questi che potevano sembrare voli di fantasia di un ragazzo, si rivelarono certezze interiori di ciò che sarebbe avvenuto realmente di lì a qualche anno. Vengono riportati infatti molti casi in cui egli guarì le persone da dolori e sofferenze con il semplice tocco della mano.

- Possiede un ottimo carattere: indipendente e positivo con un grande senso dell'umorismo e del divertimento da un lato, silenzioso e meditativo dall'altro. Le sue principali caratteristiche sono però una enorme compassione per le sofferenze altrui, che si tratti di esseri umani o animali, e il fortissimo desiderio di alleviarle. Per questo, già da bambino, decide di diventare medico. Sarà proprio la grande compassione, che gli dava la totale comprensione della sofferenza, a farlo amare tanto da chiunque entrava in contatto con lui.

- A 16 anni, finita la scuola, decide di lavorare nella fonderia del padre perché non vuole pesare sui genitori con il mantenimento agli studi. Resiste per tre anni (1903-1906), iniziando a studiare la natura umana osservando i compagni di lavoro. Scopre così che la paura delle malattie è sempre presente nelle loro menti, anche perché una malattia significa perdita del lavoro e spese per le cure. E' quindi sempre più convinto che si debba trovare un metodo semplice di guarigione, che possa curare tutte le malattie, incluse le cosiddette croniche e incurabili. Pensa inoltre che questa forma di guarigione appartenga più alla religione che alla professione medica, poiché Cristo, il Grande Guaritore, guariva corpo, mente e anima.

- Decide di studiare tutte le terapie esistenti, ma ciò richiede conoscenze mediche e non ha denaro per gli studi. Parla con il padre delle sue aspirazioni e il padre decide di mantenerlo agli studi. Studiare significa per lui applicarsi giorno e notte, a costo di rischiare la propria salute.
Si laurea nel 1912, poi prende altri due diplomi di specializzazione. Era famoso per aver detto, dopo essere stato presentato con i suoi titoli accademici: "Mi ci vorranno 5 anni per dimenticare tutto ciò che mi è stato insegnato."

- Inizia a lavorare, sia come medico che come batteriologo, ma è sempre più insoddisfatto circa i risultati delle cure ortodosse perché vede che, sebbene molti pazienti migliorino e molti sembrino apparentemente curati, il loro stato di salute non veniva sempre mantenuto nel tempo. Ciò era dovuto, secondo lui, al fatto che i medici non avevano l'opportunità di studiare meglio i pazienti e che erano troppo concentrati sul corpo fisico dimenticando che ogni individuo è un soggetto a sé. Nel '17 si ammala gravemente, subisce una operazione chirurgica e un "verdetto" di ancora tre mesi di vita. Ancora debole riprende a studiare e a lavorare di nuovo notte e giorno, tanto che la luce che proviene dal suo laboratorio viene chiamata "la luce che non si spegne mai". Come batteriologo, mette a punto alcuni vaccini partendo dai batteri intestinali. Molte vite vengono così salvate  durante l'epidemia di influenza del 1918 tra le truppe impegnate nella guerra.


- Guarisce. Stupisce tutti per la sua guarigione. Un medico che aveva partecipato alla sua operazione ed era partito subito dopo per il fronte lo incontra per caso ed esclama: "Buon Dio, Bach! Eri morto!" Così riflette sulla ragione del suo straordinario ritorno alla vita e arriva alla conclusione che un forte interesse, un grande amore, un preciso obiettivo nella vita siano fattori decisivi della felicità umana.

- Osservando i pazienti, Bach nota che trattamenti identici non danno gli stessi  risultati su tutti i pazienti e che se cinquecento persone colpite dalla stessa malattia reagiscono nello stesso modo, ce ne sono poi migliaia che reagiscono in un altro e lo stesso rimedio che apparentemente ne cura alcune, non ha alcun effetto su altre. A un certo punto realizza che i pazienti che si assomigliano nel temperamento spesso rispondono allo stesso rimedio, mentre altri di carattere diverso hanno bisogno di un altro tipo di cura sebbene soffrano dello stesso disturbo degli altri. Giunge così alla conclusione che la personalità (visione della vita, emozioni, sentimenti) dell'individuo è molto più importante del corpo nel trattamento del disturbo fisico.

- Nel 1919 entra come batteriologo all'Ospedale Omeopatico di Londra. Gli danno da leggere l'"Organon" di Hahnemann e comincia a leggerlo con qualche dubbio in mente. Dopo la prima pagina capisce di essere di fronte a una scoperta geniale e legge il trattato in una sola notte. Capisce che Hahnemann aveva scoperto circa cento anni prima di lui la stretta relazione esistente tra le malattie croniche e le intossicazioni intestinali e che le dosi di un trattamento andavano ripetute nel tempo. Finalmente aveva trovato qualcuno che confermava una sue più forti convinzioni: bisogna trattare il paziente e non la malattia. Inoltre, Hahnemann aveva trovato i suoi rimedi proprio nella Natura, non nei germi che sono prodotti dalla malattia. Cominciava una nuova era nel lavoro di Edward Bach.
Crea 7 nuovi vaccini corrispondenti a 7 diverse e precise personalità umane, elimina la somministrazione ipodermica (non aveva mai amato gli aghi) ed ottiene ottimi risultati.


- Le ricerche di Bach vanno avanti fino al 1928 nel tentativo di trovare come sostituire i 7 vaccini batterici con piante ed erbe trovate in Natura. Ogni volta che torna dalla campagna o dal mare o da un parco porta con sé campioni da testare e confrontare, ma i risultati non lo soddisfano. Una sera però, cenando in una grande sala da banchetti, trova la risposta a questo problema. In quella sala, mentre mangia svogliatamente, Bach comincia ad osservare la gente che ha intorno e immediatamente realizza che l'intera umanità può essere raggruppata in un certo numero di "tipi", che ogni individuo in quella grande sala appartiene a uno o all'altro gruppo. Egli passa così il resto della serata a guardare tutte le persone presenti.
Osserva come mangiano, come sorridono e come muovono le mani, come muovono il loro corpo, l'espressione dei loro visi e, quando si trova abbastanza vicino per ascoltare, il tono di voce che usano. Con sua grande sorpresa nota che le caratteristiche in comune di molte persone sono talmente forti da sembrare che esse appartengano a una stessa famiglia, sebbene non abbiano legami di sangue. Osserva, ragiona, raggruppa, confronta con i 7 vaccini, poi, all'improvviso, l'ispirazione: gli individui di ogni gruppo possono NON soffrire degli stessi disturbi, ma tutti reagiranno più o meno nello stesso modo a ogni tipo di disturbo.

- Dalla sera della cena nel grande salone, Edward Bach inizia a studiare ogni paziente osservando ogni piccolo particolare, ogni modo di fare, ogni reazione alla malattia.

- Alla fine di settembre dello stesso 1928, sente di dover andare urgentemente nel Galles e, obbedendo all'impulso, sceglie due belle piante: Impatiens e Mimulus. Le porta con sé a Londra e le prepara nello stesso modo in cui prepara i vaccini orali. Quando comincia a prescrivere i due preparati in base alla personalità del paziente ottiene con grande gioia un risultato immediato e notevole. Quell'anno trova e prepara un'altra pianta: Clematis.

- Alla fine del 1929, è talmente convinto di poter sostituire i vaccini con le pure e semplici erbe dei campi che decide di lasciare ogni altro tipo di trattamento, prescrivere soltanto quei 3 rimedi naturali e continuare nella ricerca. Era convinto di essere solo all'inizio della scoperta di un nuovo sistema di cura, sebbene non ne comprendesse ancora bene gli sviluppi.

- Decide di lasciare Londra e dice agli amici che vuole dedicarsi totalmente alla ricerca dei rimedi basati sui tipi caratteriali. Tutti tentano di dissuaderlo ricordandogli che le sue scoperte lo fanno già considerare un genio della medicina destinato ad altri successi, che i guadagni sono già molto buoni e che i medici di tutto il mondo richiedono i suoi vaccini. Bach non sente ragioni. E' convinto di trovare nelle piante e negli alberi i rimedi che la Natura ha preparato per gli uomini e che i risultati saranno i migliori mai visti perché la Natura stessa sarà il medico.

L'urgenza di trovare altre e nuove vie di guarigione gli viene anche dalla consapevolezza di possedere il dono divino di guarire con le mani. Il sogno della sua infanzia si è avverato da qualche anno e in più occasioni egli ha sentito l'impulso di porre la sua mano sul braccio o la spalla di un paziente e il paziente è subito guarito. E' qualcosa che arriva all'improvviso: prova improvvisamente una compassione travolgente, un enorme desiderio di alleviare la sofferenza di chi viene a chiedergli aiuto e sente scorrere la forza guaritrice dalla sua mano al paziente che immediatamente sta bene.

- A 43 anni, nella primavera del 1930, saluta gli amici, i collaboratori, i membri della Loggia Massonica alla quale apparteneva, vende le apparecchiature scientifiche e lascia Londra senza rimpianti per il benessere e la fama che aveva, per seguire la sua ispirazione e la sua intuizione. La sera prima della sua partenza un amico medico lo incoraggia così: "Ragazzo mio, dimentica tutto ciò che hai imparato, dimentica il passato e vai avanti. Troverai quello che cerchi e quando lo avrai trovato sarai di nuovo il benvenuto e ti darò il mio sostegno. Non ho ancora molto da vivere, ma possa io vivere per vedere il giorno del tuo ritorno, perché so che ciò che troverai porterà grande gioia e conforto a coloro per i quali oggi possiamo fare tanto poco. Sarò pronto a dare il mio lavoro alle fiamme e ripartire come un praticante della nuova e migliore medicina che scoprirai."

- Appena arrivato nel Galles scopre di aver portato una valigia piena di scarpe invece di quella che aveva preparato con pestelli e mortai per le preparazioni. In seguito benedirà quell'errore perché negli anni camminò a piedi per centinaia di chilometri cercando le piante e osservando la gente.


- Dal maggio al luglio del 1930 Bach studia "sul campo" una grande varietà di piante poi decide che nel fiore è concentrata la vita della pianta, che prelude al seme.
Una mattina di maggio, osservando le piante piene di rugiada, intuisce che quella rugiada, col calore del sole, possa attrarre magneticamente le proprietà delle piante. Scopre così il semplice metodo di estrazione che utilizzerà per le nuove preparazioni: il metodo del sole.
Scriverà più tardi: "Non lasciate che la semplicità di questo metodo vi impedisca di usarlo, perché più avanti andrete con le vostre ricerche più comprenderete la semplicità di tutta la Creazione."


- Scrive un piccolo libro che riassume il suo pensiero: "Guarisci te stesso".

- Il primo rimedio che prova è Agrimony, il fiore di una pianta molto comune che spesso passa inosservata. Bach trova Agrimony come rimedio alla preoccupazione, al tormento mentale che spesso viene mascherato dietro una facciata allegra. Il secondo rimedio è Chicory, il bel fiore celeste della cicoria, che Bach trova quale rimedio per la sofferenza di coloro che sono troppo apprensivi, soprattutto nell'occuparsi degli altri. Qualche giorno dopo troverà ai piedi di un vecchio muro di pietre Vervain: il rimedio per la tensione mentale da sovraentusiasmo. Entro la fine del 1930 i rimedi trovati saranno 9.

- Un caso emblematico. Poco dopo aver trovato il rimedio Vervain, Bach viene chiamato presso un paziente che è scivolato sul pavimento e si è slogato malamente un'anca. Alla prima visita alle 8 di sera, l'anca è molto gonfia, rigida e molto dolorante. Il paziente è un manovale cinquantenne, estremamente impaziente e agitato al pensiero di perdere tre settimane di lavoro. E' un entusiasta di natura e questo gli causa tensione e la tendenza a lavorare troppo; vuole alzarsi invece di rimanere in riposo. L'impazienza di quest'uomo indica quale rimedio Impatiens e il suo forte entusiasmo per il lavoro e qualunque cosa faccia indica Vervain. Due o tre gocce di questi rimedi vengono aggiunte a una ciotola di acqua tiepida e una compressa imbevuta del liquido viene applicata sull'anca, accompagnata dal consiglio di rinnovarla appena asciutta.
Il giorno dopo, il paziente è in grado di svolgere il suo lavoro e la sera cammina normalmente e batte col piede il pavimento dicendo: "Dopo tutto, non me la sono proprio slogata quest'anca."


- Bach non si fa mai pagare per la sua opera e le difficoltà economiche in cui si trova sono quindi continue, ma ogni volta che ha bisogno di soldi per qualcosa, entro un paio di giorni i soldi arrivano, magari da un paziente riconoscente.

- Nel Sussex trova Water Violet, il rimedio per le persone tranquille e distaccate che preferiscono star sole nella loro sofferenza e sopportano i loro problemi in silenzio. Trova poi Gentian per guarire dai dubbi coloro che si scoraggiano e si deprimono facilmente.

- Scrive un altro piccolo libro: "Libera te stesso".

- L'ultimo rimedio di questa prima importante serie lo trova negli ultimi mesi del 1932: Rock Rose. Sapeva che questo sarebbe stato uno dei rimedi più importanti: quello per combattere lo stato di terrore di chi si trova in pericolo o in grande angoscia.
Un incidente al quale era accorso prima di lasciare Londra gli aveva fatto capire il grande bisogno per la scoperta di un tale rimedio. La paziente di allora aveva avuto una forte emorragia ed era in condizioni molto gravi. Era esausta e continuava a vomitare sangue. Lei e chi le era attorno erano terrorizzati, non sapendo cosa fare. Bach le aveva messo una mano sulla spalla e le aveva detto: "Perché? Cosa è questo? Presto starai bene. Stenditi e dormi." L’emorragia si era fermata all'istante e lei aveva dormito 3 ore. Svegliandosi aveva mangiato e fumato una sigaretta e nel pomeriggio era uscita a passeggio. Bach non sapeva come insegnare agli altri il suo potere di guarigione istantaneo attraverso le mani, ma stava finalmente trovando il modo di insegnare un semplice metodo di guarigione attraverso un agente materiale, un rimedio vegetale.

- Scrive "I 12 guaritori".

- Dato che i medici erano lenti nell'accettare l'idea di usare rimedi così semplici, decide di diffondere la conoscenza del suo metodo presso i profani. Scrive articoli che propone a quotidiani e riviste, ma incontra diverse difficoltà nel farli accettare e pubblicare. Decide allora di pubblicare un piccolo annuncio su 4 quotidiani. Due di questi glielo mandando indietro chiedendogli se si rende conto dei problemi che possono crearsi con il General Medical Council. Gli altri 2 quotidiani pubblicano l'annuncio e ricevono molte lettere di persone che chiedono maggiori dettagli.


- Qualche giorno dopo la pubblicazione dell'annuncio, a Bach arriva una lettera del General Medical Council che gli chiede una spiegazione circa l'annuncio apparso il 24 novembre 1932 sul "Northern Daily Telegraph" che parla di guarire se stessi, di erbe inglesi alla portata di tutti e di ulteriori informazioni su richiesta. Segue una serie di lettere dal tono sempre più duro tra Bach e il Council. Nel novembre del '33 lo si avverte che se non risponde all'ingiunzione di smettere di insegnare l'uso delle piante, verrà cancellato dall'Albo. Bach risponde che non ha smesso di esercitare e non ha intenzione di farlo.

- Nel luglio del 1934 viene pubblicata la seconda edizione dell'ultimo libro, col titolo "I 12 guaritori e i 7 aiutanti". Nessun guadagno dalla vendita dei libri. La loro diffusione avviene soprattutto gratuitamente e l'eventuale ricavo viene reinvestito per la prossima pubblicazione.

- Dopo tanto tempo dedicato alla pratica, riprende la ricerca. In passato ogni volta che stava per trovare un rimedio, Bach provava su se stesso, per qualche giorno lo stato d'animo che il rimedio poi avrebbe guarito. Questa sofferenza che prelude alla scoperta del Fiore necessario e alla guarigione era sia mentale che fisica e spesso tanto intensa quanto drammatica.

Malgrado sappia quali prove durissime lo attendano, Bach prosegue nel suo intento. Vuole terminare ciò che ha iniziato. Nel marzo del 1935 trova il primo rimedio della nuova serie, Cherry Plum. Qualche giorno prima ha sofferto di una grave sinusite, con dolori acutissimi alle ossa del viso e un mal di testa persistente e accecante. Il dolore era così intenso da farlo sentire disperato, come se non fosse possibile continuare a vivere senza perdere la ragione. Una mattina torna a casa con i rametti fioriti del ciliegio selvatico (Cherry Plum). Con esso trova il secondo metodo di preparazione: il metodo della bollitura usato per i fiori invernali. In 6 mesi troverà tutti gli altri fiori corrispondenti ad altrettanti stati d'animo. I 38 rimedi floreali di Bach.

- Malgrado la stanchezza e la debolezza che gli hanno procurato le esperienze degli ultimi 6 mesi, Bach non può riposarsi. I pazienti aumentano ogni giorno occupando tutto il suo tempo e quello dei suoi assistenti. Molte persone vengono per essere istruite sull'uso dei preparati e molte lettere arrivano da persone di tutto il mondo per raccontare che ottengono eccellenti risultati. La sua più grande soddisfazione è quella di aver trovato un metodo di trattamento che possa essere usato da chiunque, che sia in possesso di conoscenze mediche o no. Pensa infatti che la guarigione dei malati non debba essere nelle mani di un numero limitato di persone, ma che essa sia un diritto di chiunque desideri essere di aiuto in caso di malattia.

- Il 2 gennaio 1936 riceve dal General Medical Council un atto di notifica che lo accusa di avere assistenti non qualificati. Ormai vede con sollievo la prospettiva di essere cancellato dall'Albo poiché vuole essere conosciuto come un erborista e si definisce tale e vuole continuare a insegnare alla gente come può curarsi da sola. L'8 gennaio risponde con questa lettera al Presidente del Council: " Dear Sir, avendo ricevuto la notifica del Consiglio circa il lavorare con assistenti non qualificati, è solo un onore informarla che lo sto facendo con diversi e continuerò a farlo.
Come ho precedentemente informato il Consiglio, considero dovere e privilegio di ogni medico l'insegnare al malato e ad altri come curare se stessi. Lascio interamente alla sua discrezione il corso che vorrà dare a questo. Avendo provato che le erbe dei campi sono così semplici da usare e così meravigliosamente efficaci nel loro potere di guarigione, ho disertato dalla medicina ortodossa. Sinceramente vostro, Edward Bach". Nessuna risposta.

- Estate del 1936: terza edizione del suo libro con il titolo "I 12 guaritori e altri rimedi", pubblicato a settembre. Pianifica un ciclo di conferenze di divulgazione e tiene lui stesso la prima il giorno del suo cinquantesimo compleanno, il 24 settembre.

- Alla fine di ottobre, debole ed esausto, si ammala. Considera la morte un semplice cambiamento di condizioni. E' convinto che un certo tipo di lavoro può essere svolto solo in condizioni terrene, mentre la dimensione spirituale è necessaria per svolgerne dell'altro.
Scrive Nora Weeks, sua assistente per tanti anni: "La sua meravigliosa vitalità, la sua abilità nel prendere alla leggera tutte le sue sofferenze, la sua grande ironia e l'interesse per tutte le cose portarono quelli intorno a lui a sperare che si riprendesse presto, ma diventò sempre più debole.... e la sera del 27 novembre 1936 morì nel sonno." E scrive ancora: "Tutta la sua vita è stata una vita di servizio e di dono. La sua generosità era tale che ha lasciato pochi averi personali; aveva appena più vestiti di quelli che indossava perché li aveva dati via tutti; poco più di 50 sterline, parte di un recente lascito di 100 che aveva progettato di usare per estendere lo scopo del suo lavoro."

Tratto dalla biografia scritta da Nora Weeks, elaborazione a cura di Perla Graffeo.

 

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